MPAA ammette: i nostri numeri sul P2P sono falsi

ok, lo ammettiamo: campiamo di rendita.
nel senso che in questo periodo fra emergenza munezza (che non sta solo a Napoli, ma è alquanto cospicua anche in
Padania e Parlamento!) e costruzione di un avvenire radioso (vedi progetto Libreremo e attività CSOA TerraTerra), non abbiamo troppo tempo per cercare notizie o fare analisi, nè elaborare la minima informazione (tranne quella: "a tavola! si mangia!")... dunque, come un po' tanti blog, ci mettiamo a succhiare come parassiti l'operato altrui...
insomma,
Punto Informatico non ce ne voglia: in fondo e' sempre pubblicità (e poi aspettiamo almeno un paio di giorni, di modo che non gli si ruba l'anteprima)... Un sentito grazie alla redazione...
veniamo adesso all'articolo interessante:

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l'arte italiana scompare dalla rete

a proposito della recente sparizione delle opere d'arte italiane dalla rete - in nome della protezione del diritto d'autore! - inoltriamo due articoli recentemente scomparsi. ovviamente ci accodiamo a tutte le critiche mosse a questo provvedimento quanto meno astuto del governo italiano. persino da un punto di vista liberale, che purtroppo e' un po' il punto di vista diffuso dei commenti che si trovano per la rete, si potrebbe addirittura dire che 'sti fessi non sanno manco gestire l'Impresa Italia: in tutti i corsi aziendali si insegna che bisogna dare una preview del prodotto per suscitare interesse, altrimenti la propria visibilità sul mercato vien meno... eh, quando il capitalismo è rivoluzionario: questi qui ragionano come i vecchi signori feudali: teniamoci il quadro sotto chiave... ma ovviamente non è questo il nostro punto di vista: ce ne sbatte un po' dello sfruttamento economico dell'arte italiana a fini turistici. ci interessa piuttosto ribadire che l'arte e la cultura devono essere a disposizione di tutti, perchè sono uno stimolo all'intelligenza ed allo sviluppo di coscienze critiche. dunque musei gratuiti, almeno per studenti e disoccupati, reperibilità assoluta dei materiali sulla rete, no al prestito a pagamento nelle biblioteche, diritto di scaricare, copiare, diffondere senza scopo di lucro! ed ovviamente università gratuita e di massa, aumento dei servizi e delle borse di studio, no alle contro-riforme della pubblica istruzione... 
siamo nel falso se notiamo che ancora una volta il diritto d'autore è la leva giuridica per imporre politiche d'esclusione? siamo nel falso se lottiamo perché "anche l'operaio abbia il figlio dottore"?
seguono gli articoli. a presto per altri aggiornamenti...

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Faccio cose, vedo gente, guadagno con YouTube

continuiamo la nostra raccolta di informazioni sul lato oscuro di youtube [puntata 1 e 2], e (sempre con un po' di colpevole ritardo, ma stiamo recuperando) ripubblichiamo quest'interessante notizia riportata da Dario D'Elia sul Punto Informatico di mercoledì 12 dicembre 2007.
è interessante, perchè sottolinea ancora una volta - come se ce ne fosse bisogno, ma a pensarci bene ce n'è sempre bisogno! - come dietro l'idea di partecipazione e di divisione degli utili, si nasconda invece la strategia di profitto dei soliti monopoli. non che a noi ci interessi guadagnare qualche dollaro con i video autoprodotti! anzi, il punto è proprio questo: comprendere comesi tenta di cooptare tutti gli utenti nel grande sogno dell'arricchimento individuale, nella grande utopia del farsi-da-solo, dell'arricchirsi in base al successo della propria idea. si dice: il sistema funziona, perchè anche tu ne partecipi, ne mangi una fetta... ma non è vero, e tutti i dati lo dimostrano! è questa menzogna la solita solfa ripetuta infinite volte, l'ideologia della proprietà privata, che nel mondo reale è sempre proprietà di pochi, sfruttamento del lavoro, dei gusti, dell'intelligenza della massa. insomma, non è poi così nuovo il sogno del capitalismo virtuale... 

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fra Mazza e Rutelli...

riprendiamo la nostra consueta rubrica di controinformazione, volta a pescare il marcio nel mondo di brevetti e copyright, di case discografiche, editoriali e SIAE... a dire il vero, è estremamente facile pescare il marcio in tal mondo di loschi interessi: come in una famosa scena di Capitani coraggiosi (eh sì, siamo gente di cultura) basta gettare l'amo senza manco l'esca, ed abboccano a palate... basti vedere questa lettera di tal Mazza - si sprecano i giochi di parole - esimio esponente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana, membro di Confindustria), la quale manco ha sentito toccati i suoi "diritti d'autore" subito ha levato gli scudi, proponendo di ispirarci - indovinate un po' - a Sarkozy, contestatissimo in Francia... andiamo bene...
a presto, con altri aggiornamenti!
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mer 26 dicembre 2007 - CSOA TerraTerra


You Tube filtra i contenuti tutelati dal diritto d'autore

sempre per la nostra serie "the dark side of youtube", ecco una notizia interessante di qualche giorno fa...

Google ha presentato lunedì scorso un sistema che dovrebbe impedire la pubblicazione su You Tube di filmati tutelati dal diritto d'autore. La decisione è conseguente alle diverse azioni legali intentate dai titolari dei diritti nei confronti dell'azienda americana.
YouTube Video Identification, così è stato chiamato il sistema, funziona attraverso le impronte digitali di ciascun contenuto tutelato che verranno inserite in un database che verrà automaticamente consultato ogni volta che un utente inserisce un video nel portale.
Se però a monte la pubblicazione è autorizzata dal titolare, l'utente potrà inserire il video.
Google ha precisato che attualmente sta testando il nuovo sistema con nove grandi aziende produttrici, come Disney, Time Warner, Cbs e Nbc.


SIAE e diffusione della musica

è una vecchia questione: perché bisogna pagare la SIAE anche per la filodiffusione di musica non tutelata? perché in uno spazio pubblico tutta la musica che passa, anche se in copyleft o non tutelata affatto, deve sottostare ad un versamento annuale alla beneamata Società? 
la gelateria Fiordiluna, per chi se lo ricorda, un anno fa aprì la strada a chi voleva liberarsi dal vincolo di questo pagamento, rifiutando di dare alla SIAE il corrispettivo che ingiustamente pretendeva e decidendo di trasmettere solo musica copyleft o no-copyright - ovvero musica liberata dal dominio oppressivo dell'ente demandato alla tutela del diritto d'autore.
da un po' di tempo girava per la rete la notizia di futuri sviluppi del caso... ora
l'articolo di punto informatico ci riassume la situazione e ci fornisce tutti i link utili. buona lettura!
 

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MySpace succhia profili e sputa spot

ripubblichiamo quest'articolo di Luca Annunziata, comparso su Punto informatico mercoledì 19 settembre 2007, abbastanza importante per capire le dinamiche ed i reali interessi sottesi a My Space...

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notizie sotto silenzio: d'alema e la proprietà intellettuale

ecco una notizia dell'11 settembre 2007, passata sotto silenzio, ma non certo meno importante...
mentre alcuni deputati presentano una proposta di legge a favore di una relativa apertura al peer-to-peer (ne daremo conto presto proprio su queste pagine), il Ministro degli Esteri D'Alema si preoccupa di stringere accordi per rafforzare e garantire, a tutti i suoi livelli, la proprietà intellettuale (che, giova sempre ricordarlo, è una forma della proprietà privata). per la serie: un colpo al cerchio ed uno alla botte!
la sostanza di questa farsa di rito è che daremo altri soldi pubblici (e meno pubblici, ovvero privati, che però son sempre soldi nostri!) a questa organizzazione trasnazionale che si occupa di rafforzare in tutto il mondo il sistema del copyright, a vantaggio delle multinazionali del software che si impadroniscono del linguaggio informatico, di quelle gigantesche aziende che blindano la conoscenza e la comunicazione, di quelle case farmaceutiche che impediscono le cure ai bambini mentre fanno ricerca per i prodotti antiruga... fra l'altro andrebbe notato che la WIPO, mostro partorito dal'ONU, contrariamente ad altri enti delle Nazioni Unite, dispone di risorse finanziarie significative, indipendenti dai contributi dei suoi stati membri. oltre il 90% delle sue entrate (più di 300 milioni di euro), viene generato dalla raccolta delle rette da parte dell'International Bureau (IB) tramite i sistemi di registrazione e iscrizione della proprietà intellettuale da esso amministrati. praticamente è il capitale che esprime e finanzia - direttamente - un organismo che faccia apparire universale le sue rivendicazioni parziali, ovvero di classe...
lasciamo poi da parte il fatto che, come moltre altre organizzazioni transnazionali, non sia nemmeno formalmente democratico, visto che i suoi uomini non sono eletti da nessuno, ma piazzati lì da cordate di potere economiche e politiche, di certo a fare gli interessi dei poveri cittadini...
per cocludere, che tutto sto giro sia nel loro interesse, lo dimostra la partecipazione a questo come ad altri ameni eventi del genere. indovinate un pò chi c'era a presenziare la cerimonia? il capo della sezione "musicale" di Confindustria!
inoltriamo qui sotto il comunicato di rito... buona lettura (se è possibile)!
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Bocciata una norma del Patriot Act

Ripubblichiamo quest'articolo uscito sul Manifesto l'11 settembre 2007. La notizia è senza dubbio interessante (ricordate il post di qualche giorno fa?) anche se certo vale poco farsi illusioni sulla giurisdizione stautinense.
Buona lettura!
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"fanculo la case discografiche!": trent reznor all'independent day 2007

 

certo, detto da uno che ha venduto milioni di dischi e che gira il mondo suonando ogni volta davanti a migliaia di persone non fa molto testo: la vera difficoltà sta nel costruire pazientemente e con coerenza un'alternativa dal basso. però questo video una guardata se la merita, se non altro perché in tempi di ossessione di profitto anche ricordare una banalità - come è quella che la musica si fa per essere ascoltati, per una straordinaria voglia di comunicare - può essere importante. anzi, con l'aria che tira ci meravigliamo che l'autorità giudiziaria non abbia ancora deciso di procedere contro questa istigazione a delinquere... peraltro trent reznor (cantante, chitarrista, factotum dei nine inch nails) non è nuovo a questi exploit: guardate qui oppure qui... 


Un pericolo pubblico numero uno è on line

Ripubblichiamo quest'articolo del Manifesto uscito il 7 settembre 2007. Non tanto perché dica cose "nuove", ma perché ci fa presente ancora una volta i concreti (e nefasti) effetti del Digital Millennium Copyright Act, scimmiottato dalle direttive europee e dalla nostra Legge Urbani. E anche perché ci permette di ricordare come il controllo dei governi sia continuo e massiccio, oppressivo e vincolato alle esigenze del capitale. Il copyright infatti, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è uno strumento giuridico che tutela la proprietà privata delle grandi imprese, e nel farlo rispettare i governi appaiono come i semplici esecutori, il braccio armato della borghesia e dei suoi interessi. Se a questo ci aggiungete l'ossessione securitaria e la propaganda contro il terrorismo, siamo davvero all'assurdo: cioè trenta mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata. L'illogico più totale, che però nel mondo del capitale si vanta di apparire perfettamente logico...
Buona lettura! 
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Con myspace non va tutto bene, madama la marchesa

Pubblichiamo un interessante articolo di Ivan Della Mea, apparso sul Manifesto del 14 agosto, a pag. 2. Per chi non lo sapesse - il tempo passa, e molte figure e molti contenuti legati alla lotta di classe scompaiono pian piano - Ivan Della Mea è fra i più importanti cantautori, ricercatori e interpreti di cultura popolare. Fra gli anni '60 e '70 la sua attività (insieme a quella di Fausto AmodeiPaolo Pietrangeli e molti altri) permise che un enorme patrimonio di canti e poesie non venisse disperso, e che la musica italiana potesse rinascere veicolando contenuti diversi da quelli sanremesi (oggi, in epoca di globalizzazione, diremmo "da quelli di MTV")...
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sabato 23 giugno al CSOA TERRATERRA


the dark side of youtube

su youtube, come su molte altre realtà della rete, ci sarebbe davvero tanto da dire.
prima, anzi, sarebbe un fenomeno da studiare a fondo e con serietà, non soltanto nelle sue implicazioni sociologiche e di costume - in un certo senso evidenti a tutti, e spesso abbastanza divertenti - ma innanzitutto da un punto di vista economico.
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escalation repressiva: note sparse su reprografia e diritti di proprietà intellettuale

Forse non c'avete fatto caso, ma negli ultimi anni vanno crescendo le azioni repressive e le sanzioni giudiziarie contro la reprografia illecita. "Che cos'è?", direte voi. A dispetto del nome, non si tratta di qualcosa di particolarmente vergognoso o riprovevole, ma della "duplicazione fotomeccanica atta a riprodurre testi e documenti", cioè per noi che siamo più prosaici, la fotocopia.

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venerdì 1 giugno al CSOA TERRATERRA

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sabato 26 maggio al CSOA TERRATERRA


L’affare dei libri originali

ci permettiamo di ripubblicare - senza peraltro pagare diritti d'autore - il volantino del Collettivo Orientale di Napoli, un battagliero collettivo universitario che supporta il progetto LIBREREMO.ORG e ci aiuta a portarlo fra gli studenti del disastrato ateneo napoletano...il volantino ci sembra molto interessante perchè evidenzia i legami concreti fra le azioni repressive che passano sotto il nome di "difesa del copyright", "tutela del patrimonio culturale italiano", e la negazione reale del diritto allo studio, della diffusione e dell'accesso alla cultura... Buona lettura!  (Continua)


sabato 5 maggio al CSOA TERRATERRA