we dance to all the wrong songs

SIAE e diffusione della musica

Posted: settembre 24th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su SIAE e diffusione della musica

è una vecchia questione: perché bisogna pagare la SIAE anche per la filodiffusione di musica non tutelata? perché in uno spazio pubblico tutta la musica che passa, anche se in copyleft o non tutelata affatto, deve sottostare ad un versamento annuale alla beneamata Società? 
la gelateria Fiordiluna, per chi se lo ricorda, un anno fa aprì la strada a chi voleva liberarsi dal vincolo di questo pagamento, rifiutando di dare alla SIAE il corrispettivo che ingiustamente pretendeva e decidendo di trasmettere solo musica copyleft o no-copyright – ovvero musica liberata dal dominio oppressivo dell'ente demandato alla tutela del diritto d'autore.
da un po' di tempo girava per la rete la notizia di futuri sviluppi del caso… ora
l'articolo di punto informatico ci riassume la situazione e ci fornisce tutti i link utili. buona lettura!
 

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MySpace succhia profili e sputa spot

Posted: settembre 19th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su MySpace succhia profili e sputa spot

ripubblichiamo quest'articolo di Luca Annunziata, comparso su Punto informatico mercoledì 19 settembre 2007, abbastanza importante per capire le dinamiche ed i reali interessi sottesi a My Space…

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notizie sotto silenzio: d’alema e la proprietà intellettuale

Posted: settembre 14th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su notizie sotto silenzio: d’alema e la proprietà intellettuale
ecco una notizia dell'11 settembre 2007, passata sotto silenzio, ma non certo meno importante…
mentre alcuni deputati presentano una proposta di legge a favore di una relativa apertura al peer-to-peer (ne daremo conto presto proprio su queste pagine), il Ministro degli Esteri D'Alema si preoccupa di stringere accordi per rafforzare e garantire, a tutti i suoi livelli, la proprietà intellettuale (che, giova sempre ricordarlo, è una forma della proprietà privata). per la serie: un colpo al cerchio ed uno alla botte!
la sostanza di questa farsa di rito è che daremo altri soldi pubblici (e meno pubblici, ovvero privati, che però son sempre soldi nostri!) a questa organizzazione trasnazionale che si occupa di rafforzare in tutto il mondo il sistema del copyright, a vantaggio delle multinazionali del software che si impadroniscono del linguaggio informatico, di quelle gigantesche aziende che blindano la conoscenza e la comunicazione, di quelle case farmaceutiche che impediscono le cure ai bambini mentre fanno ricerca per i prodotti antiruga… fra l'altro andrebbe notato che la WIPO, mostro partorito dal'ONU, contrariamente ad altri enti delle Nazioni Unite, dispone di risorse finanziarie significative, indipendenti dai contributi dei suoi stati membri. oltre il 90% delle sue entrate (più di 300 milioni di euro), viene generato dalla raccolta delle rette da parte dell'International Bureau (IB) tramite i sistemi di registrazione e iscrizione della proprietà intellettuale da esso amministrati. praticamente è il capitale che esprime e finanzia – direttamente – un organismo che faccia apparire universale le sue rivendicazioni parziali, ovvero di classe…
lasciamo poi da parte il fatto che, come moltre altre organizzazioni transnazionali, non sia nemmeno formalmente democratico, visto che i suoi uomini non sono eletti da nessuno, ma piazzati lì da cordate di potere economiche e politiche, di certo a fare gli interessi dei poveri cittadini…
per cocludere, che tutto sto giro sia nel loro interesse, lo dimostra la partecipazione a questo come ad altri ameni eventi del genere. indovinate un pò chi c'era a presenziare la cerimonia? il capo della sezione "musicale" di Confindustria!
inoltriamo qui sotto il comunicato di rito… buona lettura (se è possibile)!

Bocciata una norma del Patriot Act

Posted: settembre 13th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su Bocciata una norma del Patriot Act
Ripubblichiamo quest'articolo uscito sul Manifesto l'11 settembre 2007. La notizia è senza dubbio interessante (ricordate il post di qualche giorno fa?) anche se certo vale poco farsi illusioni sulla giurisdizione stautinense.
Buona lettura!

“fanculo la case discografiche!”: trent reznor all’independent day 2007

Posted: settembre 11th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su “fanculo la case discografiche!”: trent reznor all’independent day 2007

certo, detto da uno che ha venduto milioni di dischi e che gira il mondo suonando ogni volta davanti a migliaia di persone non fa molto testo: la vera difficoltà sta nel costruire pazientemente e con coerenza un'alternativa dal basso. però questo video una guardata se la merita, se non altro perché in tempi di ossessione di profitto anche ricordare una banalità – come è quella che la musica si fa per essere ascoltati, per una straordinaria voglia di comunicare – può essere importante. anzi, con l'aria che tira ci meravigliamo che l'autorità giudiziaria non abbia ancora deciso di procedere contro questa istigazione a delinquere… peraltro trent reznor (cantante, chitarrista, factotum dei nine inch nails) non è nuovo a questi exploit: guardate qui oppure qui… 


Un pericolo pubblico numero uno è on line

Posted: settembre 9th, 2007 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su Un pericolo pubblico numero uno è on line
Ripubblichiamo quest'articolo del Manifesto uscito il 7 settembre 2007. Non tanto perché dica cose "nuove", ma perché ci fa presente ancora una volta i concreti (e nefasti) effetti del Digital Millennium Copyright Act, scimmiottato dalle direttive europee e dalla nostra Legge Urbani. E anche perché ci permette di ricordare come il controllo dei governi sia continuo e massiccio, oppressivo e vincolato alle esigenze del capitale. Il copyright infatti, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è uno strumento giuridico che tutela la proprietà privata delle grandi imprese, e nel farlo rispettare i governi appaiono come i semplici esecutori, il braccio armato della borghesia e dei suoi interessi. Se a questo ci aggiungete l'ossessione securitaria e la propaganda contro il terrorismo, siamo davvero all'assurdo: cioè trenta mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata. L'illogico più totale, che però nel mondo del capitale si vanta di apparire perfettamente logico…
Buona lettura!