we dance to all the wrong songs

Brevettare è un crimine contro l’innovazione

Posted: settembre 29th, 2008 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su Brevettare è un crimine contro l’innovazione
riprendiamo ancora una volta un’articolo dell’ormai irrefrenabile (e per fortuna!) gaia bottà, uscito sul solito Punto Informatico di venerdì 26 settembre 2008… a voi le conclusioni, abbastanza evidenti…

Brevettare è un crimine contro l’innovazione.
A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione.
Dicono la loro anche i revisori dell’EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

Roma – I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent, una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l’innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l’Unione Europea ha sancito la brevettabilità di “prodotti specifici” e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

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nuove strategie delle case discografiche

Posted: settembre 19th, 2008 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su nuove strategie delle case discografiche

pubblichiamo qui un articolo uscite su Repubblica di un paio di giorni fa.
peraltro si vede che è di Repubblica, perché noi avremmo detto le cose in un altro modo… come infatti il caso-metallica recentemente dimostra, perfino i più contrari alle nuove tecnologie stanno comprendendo che sulla rete si sono aperti nuovi spazi di profitto. imperativo dunque è farla finita con lo scambio gratuito. reprimendo chi diffonde gratuitamente mp3, creando canali di download a pagamento, sfruttando al massimo le nuove reti sociali, riempendole di pubblicità, reperendo dati degli utenti per cecrare di tarare sempre meglio l’offerta…
a chi, anche in ambiti non sospetti, non trova poi troppo malvagi questi sistemi, noi possiamo solo dire: è davvero questo che vogliamo? le potenzialità di scambio e comunicazione non sono forse avvilite e in fondo profondamente impedite con questi sistemi? il canale che ti mette in dialogo non altera e struttura diversamente i contenuti che vuoi portare? be’, segue articolo…

A fine settembre online il nuovo sito voluto da Murdoch e dalle major
tutta la musica sarà disponibile da ascoltare gratis grazie alla pubblicità

Su MySpace migliaia di canzoni
Il juke-box più grande del mondo

di ERNESTO ASSANTE

ROMA – Ascoltare la musica che vogliamo, quando vogliamo, gratuitamente. Avere a disposizione il jukebox più grande del mondo, con diversi milioni di canzoni tra le quali scegliere. Un sogno che sta per diventare realtà. Tra qualche settimana vedrà la luce MySpace Music, una joint venture che vede insieme la News Corp. di Rupert Murdoch e tre delle quattro grandi major musicali, la Warner, la SonyBmg e la Universal, che ha l’obbiettivo di diventare il principale sito musicale del mondo, un incredibile “jukebox stellare” nel quale entrare via Internet per poter ascoltare musica a richiesta (in “streaming”) e creare playlist senza dover pagare, come quando ascoltiamo la radio. Ma anche per scaricare musica, sia gratuitamente con il supporto di sponsor, sia a pagamento con una partnership con Amazon.

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sull’estensione europea del diritto d’autore…

Posted: settembre 12th, 2008 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su sull’estensione europea del diritto d’autore…
ah vi ricordate la nostra bella e neoliberale UE?
nel febbraio di quest’anno, muovendosi in piena consonanza con quei bravi ragazzi yankee, il simpatico commissario Charlie McCreevy, propose di estendere il diritto d’autore sulle performance. di un bel po’: da 50 a 95 anni! intendiamoci: non stiamo parlando qui del diritto d’autore sull’artista che ha composto l’opera… quello è già al sicuro, come sapete: 70 anni dalla morte dell’autore! qui parliamo di un altro caso, quello del performer, dell’interprete del pezzo che un altro ha scritto.

per capirci, se fino a oggi io rampante 30enne interpretavo una canzone di Pinomauro, potevo sperare di godere di una fetta dei diritti per 50 anni, ovvero fino ai miei 80 anni… l’amico McCreevy evidentemente conta di interpretare quanto prima qualche bella canzone napoletana e poi di vivere molto molto a lungo con quei pezzi, visto che, se passasse questa proposta, potrebbe godere di una fetta dei ricavati per ben altri 95 anni… McCreevy tenta di giustificare questo scandalo dicendo che così i performer ormai stravecchi (che poi se arrivano tutti a 100 anni vuol dire che poi tanto male non se la saranno passata in vita loro) godrebbero di un minimo di pensione… poverini! (salvo poi tagliare le pensioni e i servizi sociali dappertutto in europa, vero McCreevy?)

l’amico non dice però due cose: 1. quest’estensione capita proprio a fagilo con quella statunitense 2. chi ha applaudito all’iniziativa sono le grandi corporations, che vedrebbero i loro introiti aumentati di molto, mentre per il 90% degli artisti non cambierebbe nulla, a fronte di una restrizione delle libertà d’uso degli utenti e di un sicuro aumento dei costi…

su questa sordida storia non possiamo che rinviare a questi due articoli. leggete prima la proposta, e poi un interessante articolo di Gaia Bottà, ormai la nostra giornalista d’assalto preferita…


copiate, è per il nostro bene!

Posted: settembre 1st, 2008 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su copiate, è per il nostro bene!
copiamo, visto che è per il nostro bene, una notizia interessante comparsa qualche giorno fa come al solito su PI. la segnalazione però ci viene dalla grandissima Radio Copydown (ah, cosa importante, l’articolo è di Gaia Bottà)… in ogni caso beccatevi la storiella edificante:

La pirateria ci fa sopravvivere: questo il messaggio lanciato da Steve Knightley, membro del duo folk Show Of Hands. Se la musica non fosse un fenomeno collettivo , se i brani che compone e canta non passassero di mano in mano, Show Of Hands non potrebbe contare sul pubblico che partecipa ai suoi concerti, non potrebbe trarre guadagno dalla vendita degli album.

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