we dance to all the wrong songs

stai lontano dalla SIAE!

Posted: 2 Febbraio, 2007 | Author: | Filed under: materiali | 3 Comments »

È facilmente comprensibile che un musicista, o un gruppo, vogliano assicurare la paternità delle loro creazioni. È anche comprensibile che vogliano mantenere un minimo di controllo sulla riproduzione e sulla circolazione del proprio prodotto. Quello che proprio non si comprende è perché, per avere questo, bisogna rivolgersi alla SIAE.

La SIAE è praticamente un monopolio di stato, che impedisce, con pesanti tassazioni e procedimenti legali, la libera circolazione della musica e della cultura. Lungi dal tutelare il diritto d’autore, e dall’assicurare ai suoi iscritti compensi adeguati, la SIAE si comporta come una lobby economica di potere: mira solo a mantenere e a incrementare i suoi profitti, contro ogni interesse pubblico.

Prende soldi su qualsiasi opera creativa venga messa in commercio, anche se non appartiene ad un suo iscritto, prende soldi sui locali che vogliono fare musica live, sulle discoteche, sulle radio e sulle televisioni, sui biglietti dei concerti, sui pezzi di musica popolare e tradizionale… prende soldi addirittura sui supporti vergini! L’80% dei suoi iscritti ogni anno non riceve indietro i soldi che ha speso per tutelare i propri brani, ed è solo un 5% a guadagnarci davvero, e tanto. La ripartizione dei suoi incassi avviene infatti in maniera proporzionale alle vendite, cosicché chi guadagna di più (con i dischi), guadagna di più (con i diritti)… si capisce quanto importa, a quelli della SIAE, la musica emergente!

Se sei musicista, se hai un gruppo, non iscriverti alla SIAE. Ci perdi soltanto.

ALTRE FORME DI TUTELA, ALTRE FORME DI CIRCOLAZIONE

Non tutti lo sanno, ma, sulla scia del software libero, sono nate molte altre forme di tutela, che garantiscono il tuo diritto d’autore senza pesare sulle spalle tue o di qualcun’altro. Licenze pubbliche come i Creative Commons, firme digitali, autospedizione, depositi… sono tra i mezzi legali che un gruppo ha a disposizione per poter sempre dire: “questo pezzo l’ho fatto io”.    

Un iscritto alla SIAE paga cara questa forma di tutela. E la paga anche chi acquista il suo prodotto. La SIAE ci guadagna milioni, e si permette anche di scrivere sui dischi che “è vietata la riproduzione, la diffusione…” . Ma il primo interesse dell’autore è proprio che la sua opera giri il più possibile! Chi crea lo fa in fondo per un’esigenza di comunicazione; e lo fa a partire da una realtà – e tramite un linguaggio – che è comune ed appartiene a tutti. Grazie agli altri e per gli altri egli traduce il mondo in forma artistica.

Si capisce allora il senso del copyleft: autorizzazione a far circolare e a diffondere le proprie produzioni gratuitamente, impossibilità – senza un previo consenso dell’autore – a trarre profitto dalle opere d’ingegno. Ragionare così non è solo più giusto, ma anche più conveniente! L’esempio di band come i Casino Royale, di un collettivo di scrittura come Wu Ming, e di tutto il software libero, sta a dimostrare che un simile sistema funziona.

L’importante è informarsi, capirci qualcosa, e non dare per scontato – perché pigri o poco critici – quello che ci vogliono far credere. Altro che SIAE, multinazionali, decreti e repressione! La musica e la cultura, che hanno una genesi sociale, devono essere alla portata di tutti, nella loro creazione e fruizione!


3 Comments on “stai lontano dalla SIAE!”

  1. 1 Prof.Spalmalacqua said at 12:29 pm on 8 Marzo, 2007:

    Molto interessante e vorrei approfondire.
    Allora se garantissi un mio testo con queste altre forme di tutela devo lo stesso rivolgermi alla SIAE per fare spettacoli con i miei testi o posso tranquillamente ignorarla?
    Prof.Spalmalacqua

  2. 2 getupkids said at 5:50 pm on 11 Marzo, 2007:

    caro prof. spalmalacqua, la domanda che pone è davvero interessante… pur non essendo avvocati né magistrati, crediamo che si possa fare, soprattutto se non c’è ingresso a pagamento, ma magari una sottoscrizione libera… sicuramente qualche ispettore SIAE avrà da ridire, ma se lei non demorde, ed insiste nell’ignorare la SIAE (perchè sta rappresentando legittimamente un suo testo che non è coperto dalla tutela di questa “Onorata Società”) a norma può spuntarla…
    in realtà In italia non crediamo esista giurisprudenza in materia, cioè casi analoghi che creino un precedente. forse il precedente è stato creato quest’anno… se vuole, può chiedere alla Gelateria Fiordiluna, che trasmette solo musica licenziata in copyleft, e che ha ottenuto il riconoscimento anche dalla siae per poter continuare così… trova tutto qui: http://www.fiordiluna.com/corpo%20news.html
    l’avvocato che ha seguito la faccenda, Ermando Pandoli, le potrà dare certamente buoni consigli…

  3. 3 Guido said at 11:49 am on 26 Aprile, 2007:

    Salve,

    Sono musicista non iscritto alla SIAE e vorrei autoprodurmi, divulgando liberamente e gratuitamente la mia musica in CD
    Si tratterebbe di CD masterizzati da me stesso in casa, per tanto privi di alcun bollino SIAE.

    l’art. 181 bis della legge n. 633/1941 (legge sul
    diritto d’autore, “lda”) richiede l’apposizione del bollino solo in caso di fini di lucro e, nella definizione “lucro” purtroppo pare che rientrino anche i fini promozionalI; così almeno sostiene un avvocato…

    cito testualmente l’articolo di legge: “su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali nonché su ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento (…) destinati ad essere posti comunque in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fine di lucro”

    Lo stesso legale afferma:

    “…le disposizioni dei regolamenti di esecuzione dell’art. 181 bis conducono però ad una interpretazione opposta.
    Il Dpcm n. 338/2001 esclude infatti espressamente dall’applicazione del contrassegno i programmi per elaboratore o multimediali “distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti” (art. 5, comma 2, lett. b), con ciò lasciando intendere che i supporti contenenti voci, suoni o immagini in movimento, seppur distribuiti gratuitamente, siano soggetti all’apposizione del
    bollino”

    Vi vengono in mente dei possibili modi per raggirare l’ostacolo pur rimanendo nella legge (ammesso che questa sia veramente una legge chiara)?

    Inoltre, gli mp3 esposti in un sito web sotto forma di files scaricabili, sono considerati supporti alla stessa maniera dei CD, quindi soggetti a contrassegno? se si in quale modo si applica il bollino in questo particolare caso? (e non dite: sullo schermo del pc!)

    Per il problema dei CD ho in mente qualche raggiro, ma che funzionino è tutto da verificare… (proverò a chiederlo al mio avvocato appena potrò)

    SE LA PROMOZIONE E’ CONSIDERATA GIà LUCRO, BASTERà CHE IO DICHIARI CHE REGALO I MIEI CD CON INTENTO NE’ LUCRATIVO, NE’ PROMOZIONALE, MA “FILANTROPICO”, MAGARI METTENDOLO PER ISCRITTO E FIRMANDOLO, SE NECESSARIO DAVANTI AD UN NOTAIO…
    SE ALLEGASSI AD OGNI CD QUESTA DICHIARAZIONE IN CUI DICO CHE IL CD NON HA NE’ SCOPO DI LUCRO, NE’ PROMOZIONALE, MA DI SEMPLICE REGALO SAREBBE ANCORA NECESSARIO IL BOLLINO…?

    Per chi non avesse a cuore la fama ed il prestigio, c’è la possibilità del ritorno all’anonimato (com’era daltronde prima del Rinascimento):

    UN ALTRO MODO PER EVITARE IL BOLLINO POTREBBE ESSERE REGALARE IL MIO CD AUTOPRODOTTO SENZA CHE COMPAIA IL MIO NOME E COGNOME… IN QUESTO CASO E’ ANCORA CONSIDERATO UN CD PROMOZIONALE (QUINDI A SCOPO DI LUCRO, QUINDI SOGGETTO A BOLLINO SIAE)? E SE ANCORA LO FOSSE, CHI VERREBBE INCRIMINATO SE IL MIO NOME SUL CD NON C’E’?

    UN’ALTERNATIVA A QUESTO SECONDO METODO SAREBBE USARE UNO PSEUDONIMO COSICCHE’ NESSUNO POSSA RISALIRE AL MIO VERO NOME…

    E per guadagnare anche qualcosa visto che non si vive di sola arte:

    …E SE OLTRE AL CD (SEPARATAMENTE) DO’ ALLA PERSONA INTERESSATA IL MIO NUMERO DI CARTA DI CREDITO PER RICHIEDERE DONAZIONI VOLONTARIE, LA SIAE (AMMESSO CHE LO SCOPRISSE) NON POTREBBE SOSTENERE CHE IL MIO SIA SCOPO DI LUCRO… BASTEREBBE INFATTI DIRE CHE CHIEDO DONAZIONI NON PER AVER DONATO IL CD O PER LA MIA MUSICA, NE’ PER MIA PROMOZIONE COME ARTISTA: IN EFFETTI MI INTERESSA CHE LA MUSICA CHE HO COMPOSTO O SUONATO CIRCOLI PER ALLIETARE CHIUNQUE DESIDERI ESSERNE ALLIETATO…
    CHIEDERE A QUALCUNO DI DONARTI DEL DENARO NON E’ MAI STATO UN REATO…
    (ALMENO NON ANCORA)

    Grazie,