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fotocopiare non è reato!

Posted: 5 Febbraio, 2007 | Author: | Filed under: materiali | Commenti disabilitati su fotocopiare non è reato!

fotocopiare non è reato! sì al diritto allo studio ed alla circolazione dei saperi!

durante le ultime settimane abbiamo assistito alla chiusura forzata di diverse copisterie napoletane, accusate da zelanti ispettori della SIAE di fotocopiare libri protetti da diritto d’autore. Così, in base all’assunto  propagandistico “chi duplica è un ladro”, i diligenti finanzieri hanno messo i sigilli alle macchine, e per qualche giorno centinaia di studenti hanno avuto grossi problemi a trovare qualcuno che gli permettesse di fotocopiare i testi necessari per lo studio.

Non è un caso che questi provvedimenti siano stati presi proprio ora. Negli ultimi mesi, infatti, la SIAE ha pianificato, insieme alle associazioni che rappresentano le multinazionali del disco, le aziende dell’informatica e le case editrici, una precisa strategia volta a reprimere qualsiasi tipo di copia privata, che sia fotocopia, masterizzazione di un cd o download di file dalle reti di condivisione internet peer to peer.  

Il tutto, ovviamente, è avvenuto col patrocinio di CONFINDUSTRIA e con l’aiuto di un governo che, indipendentemente dal colore, sceglie sempre – come un vero e proprio “comitato d’affari” – la strada della censura e della repressione pur di tutelare gli ingenti profitti delle aziende.  

Provvedimenti come questi, insomma, non vengono dal nulla, ma sono la (il)logica conseguenza  dell’enfasi tutta ideologica sui diritti di proprietà intellettuale, enfasi che negli ultimi dieci anni, a livello internazionale, è cresciuta a dismisura. In realtà i diritti di proprietà intellettuale – che siano brevetti, brani musicali o film – vengono sempre più tutelati da una legislazione restrittiva e da misure giudiziarie sproporzionate solo perché sono merci, strumenti di profitto, in barba all’esigenze della stragrande maggioranza della popolazione, degli utenti e persino degli stessi autori. Non è un caso che le organizzazioni neoliberiste come il WTO o il WIPO facciano pressione su tutti gli Stati del mondo affinché si arruolino, anche contro i loro stessi interessi, nella battaglia a favore del copyright.

 

Ma quali conseguenze ha questa “blindatura” del sapere sul nostro diritto allo studio e sulla libera circolazione della cultura? Già alle prese con libri dai prezzi improponibili, biblioteche carenti e professori che obbligano all’acquisto dei propri testi, ora ci troviamo davanti anche l’impossibilità di poter fotocopiare i materiali necessari allo studio. Preparare un esame è diventata un’odissea, e fotocopiare i libri è praticamente una necessità, soprattutto per chi, come la gran parte degli studenti, non può affrontare spese eccessive, costretta com’è a fare i conti con affitti elevati, mancanza di strutture, carenza di borse di studio etc…

Eppure già da ora ci sarebbero delle alternative praticabili: innanzitutto abrogare le (contro)riforme universitarie dell’ultimo decennio, incrementare le spese sociali e le borse di studio, creare studentati, dare più fondi alle biblioteche etc… Ma si possono anche legalizzare la copia privata (cioè quella ad uso personale) di libri e cd e far scaricare gratuitamente dalla rete le opere prodotte con denaro pubblico, come sono ora molti dei testi universitari (questo, peraltro, accade già in alcuni paesi europei).

Le conseguenze sociali del copyright e dei brevetti in futuro possono essere devastanti perché ostacolando la diffusione dei saperi ed impoverendo la circolazione delle idee nella società impediscono alla stragrande maggioranza di trarre benefici dalle opere e dalle invenzioni umane. Già da ora rinforzano uno sbarramento di classe per cui solo chi può pagare ha diritto allo studio, alla cultura, al piacere, all’intrattenimento, allo sviluppo della sua intelligenza: agli altri bastassero la televisione e la pubblicità! C’è però la possibilità di impedire questa nuova barbarie: informandoci, mobilitandoci, partecipando!


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