we dance to all the wrong songs

A proposito di quanto detto nel post precendente… ecco cosa si intende per “battaglia interna al grande capitale”!

Posted: marzo 21st, 2009 | Author: | Filed under: news | Commenti disabilitati su A proposito di quanto detto nel post precendente… ecco cosa si intende per “battaglia interna al grande capitale”!

…e prima di procedere alla lettura dell’articolo copiaincollato da repubblica.it beccatevi un paio di gustose citazioni da “Luci e ombre di google” del collettivo Ippolita:

A prescindere dalle alleanze che verranno strette, la convergenza tecnologica che si sta realizzando ci sembra una direzione nuova nella visione di google come unico punto di accesso, di gestione e di mediazione dei dati digitali. Si delinea insomma la distopia di google come aspirante Grande fratello, pericolosa ed affascinante come ogni scontro epocale: il web è il nuovo territorio di competizione selvaggia verso l’affermazione di un nuovo standard di comunicazione. Uno standard paradossalmente “personalizzato” con servizi e proposte differenziate sulla base dei gusti degli utenti: ormai da alcuni anni la parola d’ordine è: personalizzazione di massa”. Un ossimoro, certo, che rivela però l’importanza della posta in gioc, un vero e proprio slittamento di paradigma, dal consumismo seriale dell’industria di massa al consumismo personalizzato, che viene spacciato come frutto della “libera scelta”

…ma il bello deve ancora venire:

In un contesto arretrato come quello italiano, in cui le aziende, anche nel settore dell’IT, continuano ad applicare obsolete logiche fordiste doi produzione di massa, senza valorizzare minimamente le potenzialità degli individui, potrebbe apparire sprezzante l’attacco nei confronti del capitalismo dell’abbondanza alla google.

Ma come non crediamo nello sviluppo sostenibile e nel consumismo responsabile promossi da un’abile propaganda terzomondista, così non possiamo avallare nessuna forma di sfruttamento degli individui, nemmeno quella di googleplex, sottile e persino piacevole per i lavoratori ormai diventati creativi entusiasti. Non si tratta di rigidità dogmatica, ma di un minimo, comune buonsenso (common decency, direbbe Orwell): la missione ultima non è la piena realizzazione delle persone, bensì il dispiegamento senza fine del capitale, non importa se morbido o ferocemente repressivo.

ecco l’articolo di Vittorio Zambardino tratto da repubblica e poi, giusto per essere precisi, a proposito della storia dei lavoratori di google buttate un occhio qui

E’ ancora antitrust per Microsoft, ma stavolta c’è di mezzo Google

Mancava il fronte dei browser: si è aperto. Google ha chiesto di intervenire nel procedimento che la commissione antitrust dell’Unione europea ha avviato a carico di Microsoft. La questione somiglia molto alla battaglia che ormai molti anni fa oppose il commissario Mario Monti all’azienda di Bill Gates e che riguardava i programmi player multimedia: si tratta di mettere a disposizione dell’utente la scelta tra browser diversi e non proporre, come avviene ancora adesso, a quasi 13 anni dal lancio di Internet Explorer, il programma della Microsoft come unico navigatore internet installato sul computer.

Microsof ha tempo fino al 12 di marzo per rispondere alle obiezioni dell’Unione che, in sostanza, l’accusa ancora una volta di aver creato una posizione dominante a seguito di pratiche anticompetitive (”pratiche che danneggiano la concorrenza e in ultima analisi riducono la facoltà di scelta dell’utente”). In caso di condanna è prevista una multa oltre alle prescrizioni finalizzate a correggere le pratiche non corrette.

Il procedimento – spiega l’International Herald Tribune – è partito a seguito di una denuncia del norvegese Opera . Ma l’intervento di Google mira a far pressione perché anche il suo Chrome sia considerato tra i concorrenti da inserire nel menù dei browser disponibili.

Nel suo blog ufficiale il motore di ricerca motiva così la sua richiesta di diventare “terza parte” nel procedimento: 1) i browser sono la chiave dell’innovazione di internet per la loro centralità nell’uso della rete; 2) il mercato dei browser è anticompetitivo per le pratiche di microsoft; 3) pensiamo – dice Google – di poter portare il nostro contributo di conoscenza a questa discussione.

La Microsoft – come riferisce l’agenzia Bloomberg – non ha commentato la notizia.


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