we dance to all the wrong songs

musica e cultura alla portata di tutti!

Posted: 1 Febbraio, 2007 | Author: | Filed under: materiali | Commenti disabilitati su musica e cultura alla portata di tutti!

contro ogni sbarramento di classe…

Comprare un disco oggi costa in media 20 euro. Comprare un dvd altrettanto. Andare al cinema costa 7- 8 euro. Entrare in un locale almeno lo stesso. Andare a teatro o ad un concerto, invece, comporta spese folli (dai 20 euro in su – molto più in su). Decisamente costa di meno comprare un libro, a meno che non sia un libro per la scuola o per l’università. 

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sistema cultura italia: nuovi mostri, vecchi interessi

Posted: 28 Gennaio, 2007 | Author: | Filed under: materiali | Commenti disabilitati su sistema cultura italia: nuovi mostri, vecchi interessi

forse una delle trovate più belle di Fascisti su marte è la satira del burocratismo del regime che, per (evitare di) risolvere i problemi della popolazione, creava ad hoc sempre nuovi consigli, organizzazioni, federazioni, comitati… non si creda che da questo cambiamento di sigle uscisse fuori qualcosa di buono: i guai rimanevano tutti lì, irrisolti. anzi, il continuo mutamento di nomi, e le finte alternanze dirigenziale, lasciavano i sudditi italiani privi persino del minimo mezzo di rivalsa (la bestemmia ad personam), tanto che viene da pensare – ma si sa, siamo sempre noi i malpensanti – che questi fossero tutti trucchi per nascondere i misfatti del fascismo e per continuare a fare gli interessi di quelle classi che il fascismo spalleggiava.

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autoproduci la tua musica, mantieni la tua indipendenza

Posted: 18 Gennaio, 2007 | Author: | Filed under: materiali | Commenti disabilitati su autoproduci la tua musica, mantieni la tua indipendenza

Quasi trent’anni fa, al grido di “do it to yourself!”, il punk inaugurò una delle pratiche più feconde della musica contemporanea: l’autoproduzione. Un modo di composizione, diffusione ed interpretazione delle proprie creazioni che, recuperando le radici ribelli e anticonformiste del rock’n’roll, rifiutava le logiche delle grandi multinazionali del disco, e finiva per mettere in questione tutto il sistema di produzione artistica. Da qui si spingeva oltre, verso una critica della società attuale che si saldava con le lotte sociali di fine anni ’70. Nel 2006 molte cose sono cambiate, e non tutte per il meglio.

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