peer to peer e diritto alla cultura sotto attacco in europa!

P2P E DIRITTO ALLA CULTURA SOTTO ATTACCO IN TUTTA EUROPA! Svezia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna... tira davvero una brutta aria in Europa sul fronte della libera circolazione dei contenuti! In queste settimane, infatti, a botte di leggi, proposte e sentenze praticamente “dettate” dalle associazioni dell'industria culturale, i parlamenti e le corti di mezzo continente stanno dando vita ad un vero e proprio salto di qualità nella repressione di chi liberamente condivide, con la comunità di internet, testi, musica, video e quant'altro.  (Continua)


Quanto costa la Siae, quanto e' attuale la Siae

Ripubblichiamo un articolo di Altroconsumo apparso un mesetto fa. inutile dire che un paio di passaggi, quelli sul "mercato" e sulla necessità di diritti di proprietà intellettuale non li condividiamo... ma ci sono alcuni dati interessanti sul mercato dei contenuti digitali e sull'inutilità della SIAE che è sempre bene avere in mente.... Sono 743 i milioni di euro incassati nel 2007 dalla Siae, Società italiana autori ed editori. Di questi, 109 milioni sono stati trattenuti dall'ente come compenso per le sue attività. Che non si esauriscono con la tutela del diritto d'autore in Italia, funzione che l'ente esercita in pratica in monopolio nel nostro Paese. Sono cifre che emergono dall'ultima inchiesta di Altroconsumo, presentata oggi a Roma al dibattito su Internet, diritto d'autore e libertà di informazione in Rete.  (Continua)


LA DOTTRINA SARKOZY BLOCCATA IN FRANCIA

un piccolo segnale positivo dal paese con il governo più repressivo d'Europa nei confronti del p2p... a quanto pare servirà a poco e la c.d. "Dottrina Sarkozy" con le sue disconnessioni forzate verrà approvata ugualmente in una prossima lettura dell'Assemblea... chissà che però sulla scia degli episodi recenti qualche gruppo di internauti transalpini belli incazzati non vanno a fare una visitina ai dirigenti delle major del disco, delle case cinematografiche o di FNAC!

da Repubblica.it

Il popolo del P2P batte Sarkozy. Stop a legge su download pirata
A sorpresa il Parlamento silura il testo che prevede il taglio della connessione internet per chi scarica illegalmente

PARIGI - Il popolo del P2P e del BitTorrent batte Sarkozy. Il controverso testo di legge sulla protezione del diritto d'autore su internet, fortemente voluto dal presidente francese, che prevedeva, fra l'altro, la sospensione dell'accesso al web per chi scarica illegalmente musica e film, è stato silurato dal Parlamento francese, grazie ad un gruppo di deputati socialisti arrivati all'ultimo momento solo per votare.

 (Continua)


Le leggi in tema di libertà digitali e diritto d'autore: una panoramica

Che dal punto di vista della repressione e del controllo sul web siamo nella merda, questa è una percezione diffusa... ma vedersi elencate tutte le leggi in corso di approvazione e quelle già operanti fa sempre un certo effetto! Ecco un resoconto chiaro e puntuale pubblicato su Apogeonline di tutto quello che si sta muovendo da un pò di tempo a questa parte in italia...non sarebbe il caso di darsi una mossa?


A proposito di quanto detto nel post precendente... ecco cosa si intende per "battaglia interna al grande capitale"!

...e prima di procedere alla lettura dell'articolo copiaincollato da repubblica.it beccatevi un paio di gustose citazioni da "Luci e ombre di google" del collettivo Ippolita:

A prescindere dalle alleanze che verranno strette, la convergenza tecnologica che si sta realizzando ci sembra una direzione nuova nella visione di google come unico punto di accesso, di gestione e di mediazione dei dati digitali. Si delinea insomma la distopia di google come aspirante Grande fratello, pericolosa ed affascinante come ogni scontro epocale: il web è il nuovo territorio di competizione selvaggia verso l'affermazione di un nuovo standard di comunicazione. Uno standard paradossalmente "personalizzato" con servizi e proposte differenziate sulla base dei gusti degli utenti: ormai da alcuni anni la parola d'ordine è: personalizzazione di massa". Un ossimoro, certo, che rivela però l'importanza della posta in gioc, un vero e proprio slittamento di paradigma, dal consumismo seriale dell'industria di massa al consumismo personalizzato, che viene spacciato come frutto della "libera scelta"

...ma il bello deve ancora venire:

In un contesto arretrato come quello italiano, in cui le aziende, anche nel settore dell'IT, continuano ad applicare obsolete logiche fordiste doi produzione di massa, senza valorizzare minimamente le potenzialità degli individui, potrebbe apparire sprezzante l'attacco nei confronti del capitalismo dell'abbondanza alla google.  (Continua)


UNA NUOVA LEGGE CONTRO LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CONTENUTI... A CHI CONVIENE?

Tra circa un mese, così come annunciato orgogliosamente dal Comitato Anti-Pirateria del governo Berlusconi, sarà pronta una proposta di legge contro il p2p e la libera circolazione dei contenuti su internet. Già da ora però non è difficile immaginare chi ne farà le spese: la stragrande maggioranza degli utenti del web, e tutti quelli che utilizzano la rete per accedere liberamente a quei contenuti che il mercato editoriale, discografico e cinematografico ha trasformato in privilegi, a disposizione solo di chi può ancora spendere nei megastore della grande distribuzione.

Questa nuova offensiva nei confronti dell'accesso alle conoscenze è innanzitutto l'ennesima puntata di una battaglia interna al grande capitale, tra soggetti economici in competizione tra loro. Soggetti che, già da qualche anno, utilizzano gli autori, gli artisti, gli appassionati e i semplici utenti come carne da macello per alimentare, di volta in volta, l'uno o l'altro modello di business.

 (Continua)


Il fascismo si combatte anche con l'arte e la cultura!

Mentre le aggressioni razziste e gli attacchi squadristi contro militanti di sinistra e chiunque sia additato come "diverso" (che sia omosessuale o che abbia i rasta, poco importa) sono ormai all'ordine del giorno [http://isole.ecn.org/antifa/] c'è chi pensa che farsi ospitare dagli autori di queste barbarie per fare con loro una bella chiacchierata sulla letteratura sia un bell' "esercizio di libertà", riattivando un ragionamento su cosa vuol dire "essere liberi" degno dell'ultimo dei deputati berlusconiani.

Che poi il protagonista di questa squallida vicenda sia l'editore di Stampa Alternativa, questo ci fa solo capire come, con i tempi che corrono, non bisogna dare mai nulla per scontato e tenere sempre ben alta la guardia nei confronti di chi, con la scusa di volersi sentire "libero da ideologie" e da "partiti e schieramenti" non fa altro che legittimare e supportare le ideologie e gli schieramenti politici dei neo(?)-fascisti.

Per fortuna c'è chi, in tal contesto, si è mobilitato ed ha raccolto un pò di adesioni per contrastare questa scelta [http://stampalternativa.noblogs.org/] fatta da un soggetto che, a dire il vero, aveva perso ogni credibilità già un pò di tempo fa... il collettivo Get up Kids!, da parte sua, non può che supportare l'iniziativa!

Continueremo a batterci contro ogni tentativo fascista di utilizzare la "copertura" della cultura e quella dell'arte per far passare "innocentemente" nella società le loro idee razziste, sessiste, omofobe e corporativiste.

"La lotta continua, va avanti, si evolve e dopo tanti anni di infamie e di vergogne sarete ricacciati per sempre nelle fogne"

Rigurgito antifascista, 99 posse


Ma quale vittoria del p2p?

Pochi giorni fa, su Repubblica, è stato pubblicato un articolo riguardo alla "svolta" delle major in favore del file sharing musicale, dopo anni ed anni di battaglie ed intimidazioni nei confronti di chi ha condiviso musica sulle reti p2p.
Chissà, forse semplicemente (come lascia intendere l'articolo) lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie hanno convinto anche gli impresari, i dirigenti e i manager più ottusi dell'impossibilità di arginare la circolazione della musica. Uhm...possibile che sia tutto qui? Ci staremo quindi davvero avviando verso il LIBERO accesso ai contenuti?
O forse, invece, non è che dovremmo prendere seriamente in esame alcune considerazioni di C.Formenti in "Cybersoviet. Utopie post-democratiche e nuovi media"?:

"La convinzione che nessuna legge può disciplinare i comportamenti del popolo della rete presuppone l'idea secondo cui una legge sarebbe efficace solo nel caso in cui ottenga l'obbedienza generalizzata e assoluta dei soggetti a cui si applica. Ma le cose non stanno affatto così: il vero obiettivo di ogni legge, come notano giustamente Goldsmith e Wu, è alzare i rischi associati ad una determinata attività per limitarne la diffusione a livelli accettabili: il che significa che il persistere di percentuali statisticamente irrilevanti di certi comportamenti illegali può essere pienamente compatibile con la finalità della legge che li sanziona.  (Continua)


Obama muove i primi passi nella politica del web. A braccetto con l'industria culturale.

che per caso c'era qualcuno che aveva abboccato alle promesse elettorali di Obama (per altro, quanto mai ambigue e fumose) in materia di accesso alle nuove tecnologie e libertà del web? che c'è ancora qualcuno che crede che i democratici americani siano un'alternativa politica ai repubblicani? comunque la si pensi questi sono i primi fatti concreti della nuova amministrazione che di "nuovo" non sembra dimostrare proprio nulla:

Obama nomina due mastini delle major

di Alfonso Maruccia
giovedì 08 gennaio 2009

Roma - Nei suoi discorsi Creative Commons alla nazione americana e a tutti i netizen, Barack Obama ha sin qui parlato di cambiamento, bene comune e necessità di riequilibrare gli interessi tra i cittadini e le grandi lobby. La speranza di una profonda riforma deve ora fare i conti con la realtà delle nomine istituzionali, che nel caso del Dipartimento di Giustizia vedono salire ai più alti livelli del potere federale due personaggi ritenuti controversi da molti cittadini della rete.

Obama vuole come deputy attorney general (in pratica il vice-guardasigilli) e associate attorney general del DOJ, rispettivamente la seconda e terza carica del Dipartimento, David Ogden e Tom Perrelli. Sono nomi che da soli non dicono forse granché, ma a scavare nella loro carriera professionale si scopre che i due provengono da quell'ambiente legale che negli States ha deciso di sposare le ragioni dell'industria multimediale, e di RIAA in particolare.

 (Continua)


diffida di creative commons...

La notizia, di qualche giorno fa, e che c'eravamo dimenticati di postare, si commenta da sé. quando troveremo un po' di tempo vi mostreremo i risultati di una piccola ricerchina: l'amico Joi Ito ha partecipazioni in svariate imprese, elabora software per la marina militare americana e non se la passa poi tanto male... franchement, il faut se méfier!

Creative commons e Siae
Copyright al tempo del web

A Milano il dibattito tra Joi Ito, numero uno del movimento per la riforma del diritto d'autore ("Così com'è garantisce solo le grandi realtà"), e Giorgio Assumma, presidente Siae ("Attenti, internet non è gratis")
di RICCARDO BAGNATO

MILANO - Immaginatevi un dialogo fra lo scrittore filosofo Luciano De Crescenzo e Jerry Yang, il fondatore di Yahoo! Improbabile dite? Sarà. Eppure quello andato in scena stamane a Milano fra Joi Ito, numero uno del movimento Creative Commons per la riforma del diritto d'autore, e Giorgio Assumma, presidente Siae, Società italiana autori e editori, ci assomigliava non poco. Due universi paralleli a confronto, sempre sull'orlo di incontrarsi e andare d'accordo, per poi allontanarsi improvvisante marcando di volta in volte le differenze che li separano.  (Continua)


martedì 4: libreremo all'orientale occupata


disoccupata 1 majors 0

da Repubblica di qualche giorno fa:

Tutto da rifare per le case discografiche: Jammie Thomas, era stata sanzionata di 222mila dollari per violazione copyright
P2p, disoccupata batte le major
Un giudice del Minnesota dà ragione alla donna "Bisogna dimostrare che lo scambio sia avvenuto"

di ALESSANDRO LONGO

I discografici americani hanno perso la causa più importante per la lotta al peer to peer e adesso per loro è tutto da rifare: Jammie Thomas, 30enne disoccupata che era stata condannata a pagare 222 mila dollari per violazione del copyright, non dovrà più farlo. L'ha deciso Michael Davis, giudice distrettuale del Minnesota, dov'è stato dibattuto il caso.

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: "Rendere disponibile" ("making available") un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l'intenzione di reato non è perseguibile).

Tutto quanto significa che ora Riaa (l'Associazione discografici americani, che aveva denunciato la donna) avrà l'onere della prova: dovrà dimostrare che lo scambio di un file protetto da copyright è in effetti avvenuto. Non basta provare che l'utente l'ha condiviso su reti peer to peer.

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antifascisti sempre: serata di autofinanziamento!


Brevettare è un crimine contro l'innovazione

riprendiamo ancora una volta un'articolo dell'ormai irrefrenabile (e per fortuna!) gaia bottà, uscito sul solito Punto Informatico di venerdì 26 settembre 2008... a voi le conclusioni, abbastanza evidenti...

Brevettare è un crimine contro l'innovazione.
A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione.
Dicono la loro anche i revisori dell'EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

Roma - I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent, una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l'innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l'Unione Europea ha sancito la brevettabilità di "prodotti specifici" e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

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nuove strategie delle case discografiche

pubblichiamo qui un articolo uscite su Repubblica di un paio di giorni fa.
peraltro si vede che è di Repubblica, perché noi avremmo detto le cose in un altro modo... come infatti il caso-metallica recentemente dimostra, perfino i più contrari alle nuove tecnologie stanno comprendendo che sulla rete si sono aperti nuovi spazi di profitto. imperativo dunque è farla finita con lo scambio gratuito. reprimendo chi diffonde gratuitamente mp3, creando canali di download a pagamento, sfruttando al massimo le nuove reti sociali, riempendole di pubblicità, reperendo dati degli utenti per cecrare di tarare sempre meglio l'offerta...
a chi, anche in ambiti non sospetti, non trova poi troppo malvagi questi sistemi, noi possiamo solo dire: è davvero questo che vogliamo? le potenzialità di scambio e comunicazione non sono forse avvilite e in fondo profondamente impedite con questi sistemi? il canale che ti mette in dialogo non altera e struttura diversamente i contenuti che vuoi portare? be', segue articolo...

A fine settembre online il nuovo sito voluto da Murdoch e dalle major tutta la musica sarà disponibile da ascoltare gratis grazie alla pubblicità

Su MySpace migliaia di canzoni
Il juke-box più grande del mondo

di ERNESTO ASSANTE

ROMA - Ascoltare la musica che vogliamo, quando vogliamo, gratuitamente. Avere a disposizione il jukebox più grande del mondo, con diversi milioni di canzoni tra le quali scegliere. Un sogno che sta per diventare realtà. Tra qualche settimana vedrà la luce MySpace Music, una joint venture che vede insieme la News Corp. di Rupert Murdoch e tre delle quattro grandi major musicali, la Warner, la SonyBmg e la Universal, che ha l'obbiettivo di diventare il principale sito musicale del mondo, un incredibile "jukebox stellare" nel quale entrare via Internet per poter ascoltare musica a richiesta (in "streaming") e creare playlist senza dover pagare, come quando ascoltiamo la radio. Ma anche per scaricare musica, sia gratuitamente con il supporto di sponsor, sia a pagamento con una partnership con Amazon.

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sull'estensione europea del diritto d'autore...

ah vi ricordate la nostra bella e neoliberale UE? nel febbraio di quest'anno, muovendosi in piena consonanza con quei bravi ragazzi yankee, il simpatico commissario Charlie McCreevy, propose di estendere il diritto d'autore sulle performance. di un bel po': da 50 a 95 anni! intendiamoci: non stiamo parlando qui del diritto d'autore sull'artista che ha composto l'opera... quello è già al sicuro, come sapete: 70 anni dalla morte dell'autore! qui parliamo di un altro caso, quello del performer, dell'interprete del pezzo che un altro ha scritto. per capirci, se fino a oggi io rampante 30enne interpretavo una canzone di Pinomauro, potevo sperare di godere di una fetta dei diritti per 50 anni, ovvero fino ai miei 80 anni... l'amico McCreevy evidentemente conta di interpretare quanto prima qualche bella canzone napoletana e poi di vivere molto molto a lungo con quei pezzi, visto che, se passasse questa proposta, potrebbe godere di una fetta dei ricavati per ben altri 95 anni... McCreevy tenta di giustificare questo scandalo dicendo che così i performer ormai stravecchi (che poi se arrivano tutti a 100 anni vuol dire che poi tanto male non se la saranno passata in vita loro) godrebbero di un minimo di pensione... poverini! (salvo poi tagliare le pensioni e i servizi sociali dappertutto in europa, vero McCreevy?) l'amico non dice però due cose: 1. quest'estensione capita proprio a fagilo con quella statunitense 2. chi ha applaudito all'iniziativa sono le grandi corporations, che vedrebbero i loro introiti aumentati di molto, mentre per il 90% degli artisti non cambierebbe nulla, a fronte di una restrizione delle libertà d'uso degli utenti e di un sicuro aumento dei costi... su questa sordida storia non possiamo che rinviare a questi due articoli. leggete prima la proposta, e poi un interessante articolo di Gaia Bottà, ormai la nostra giornalista d'assalto preferita...


copiate, è per il nostro bene!

copiamo, visto che è per il nostro bene, una notizia interessante comparsa qualche giorno fa come al solito su PI. la segnalazione però ci viene dalla grandissima Radio Copydown (ah, cosa importante, l'articolo è di Gaia Bottà)... in ogni caso beccatevi la storiella edificante: La pirateria ci fa sopravvivere: questo il messaggio lanciato da Steve Knightley, membro del duo folk Show Of Hands. Se la musica non fosse un fenomeno collettivo , se i brani che compone e canta non passassero di mano in mano, Show Of Hands non potrebbe contare sul pubblico che partecipa ai suoi concerti, non potrebbe trarre guadagno dalla vendita degli album.  (Continua)


Bands: continuate pure con MySpace, ma e' su Wikipedia che la gente vi cerca

è incredibile: abbiamo trovato qualcuno nuovo a cui rubare notizie! e si tratta di qualcuno d'eccezione, niente-poco-di-meno-che il nostro amato pinna! pinna a sua volta, per onorare il senso di scambio e diffusione della rete, ha ciulato la notizia a Billboard... che belle le informazioni, che non hanno proprietà... l'articolo lo trovate qui: e fatevi un giro sul suo blog, che merita! Molte band ed etichette che si dichiarano indipendenti usano MySpace per promuoversi, dedicando grande attenzione ai contenuti che inseriscono nella loro pagina. Ma secondo Billboard, le persone che usano la Wikipedia per informarsi su un gruppo sono il doppio di quelle che ricorrono a MySpace per farlo. La ragione sembra essere che se voglio farmi un'idea di una band sono piu' attendibili le informazioni chiare, concise e standardizzate di Wikipedia rispetto ai toni urlati da pubblicita' o alla grafica invadente generalmente presente su MySpace. E' quindi evidente che le band che curano molto la loro paginetta MySpace e ignorano Wikipedia stanno commettendo un grosso errore.


coldplay, il nuovo singolo gratis - e noi ce ne sbattiamo...

ci limitiamo a pubblicare la notizia della Reuters, che riprende il comunicato ufficiale del management Coldplay. intorno questo genere di operazioni si fa negli ultimi tempi sempre più casino, come se fossero chissà quali grandi trovate geniali, o quale dannazione per i profitti delle case discografiche... inutile dire quello che ne pensiamo: lungi dall'essere davanti alle buone multinazionali ravvedute che pensano finalmente al bene dei consumatori, e altrettanto lontani da chissà quale rischio e perdita delle suddette, qui siamo di fronte a un business che arranca dietro le innovazioni, e che tenta miserabili investimenti: tanto non avrebbe comunque nulla da perdere. non che ovviamente ci piaccia o auspichiamo un business che le domini, al contrario: ci dobbiamo sempre ricordare che la pratica di chi vuole "liberare" la musica e la cultura dal controllo e dal ricatto del "mercato" deve essere, fra le altre cose, proprio denunciare tali tecniche da squallidi rigattieri. la logica: ti diamo un pezzo gratis per una settimana, cosi' poi ti facciamo comprare il disco. piu' meno lo stesso di: prova la nostra offerta telefonica, il primo mese e' gratis... noi rifiutiamo gentilmente, il disco ce lo prendiamo tutto, per sempre e gratis (alle linee telefoniche ci penseremo fra qualche anno).
 (Continua)


Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore!

eh sì, sembrano le solite celebrazioni di rito, ma bisogna saper leggere, perché nel loro squallore nascondono sempre un significato in più. l'ideologia pare funzioni così: non soltanto coprendo e mistificando quello che realmente accade, ma andando a impedire preventivamente che venga fuori qualcosa di diverso. un pensiero e un progetto alternativo, tipo - che so? - i libri senza diritto d'autore! vediamo a questo proposito che ne dicono dunque i nostri begli organi di propaganda... poi dopo vi beccate un volantino-riflessione che scrivemmo un annetto fa, ma che rimane quanto mai attuale (non ci sembra che nel frattempo la proprietà intellettuale sia stata abolita, no?)... [ah, da notare la perla dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra + l'Anno internazionale delle Lingue... come in un meraviglioso carnevale veneziano del '600 la peste è lì, e noi la festeggiamo...]
buona lettura!  (Continua)