Copyright e NO-Copyright

Le ragioni del NO-Copyright spiegate con chiarezza e tanti esempi concreti da Marco Caponera... con un occhio di riguardo per gli scrittori e alla faccia di Creative Commons!

NO AL COPYRIGHT di Marco Caponera

Questo scritto intende inserirsi nell’attuale dibattito su copyright, copyleft e no copyright, animato da numerosi interventi di esperti di informatica e recentemente anche da autori di letteratura e saggistica. Per questo motivo mi limiterò a presentare le ragioni del no al copyright argomentandone le fondamenta, in dialettica con le altre forme di rifiuto totale o parziale della protezione del diritto d’autore, rimandando ai siti segnalati in fondo per ulteriori approfondimenti. Iniziamo da alcuni chiarimenti sintetici per passare successivamente al vaglio critico di ciascuna affermazione.
- L’assenza di diritto d’autore in materia di editoria cartacea e telematica non è: dannosa per l’autore stesso, poiché il copyright non esiste per tutelare l’autore ma altri soggetti.
- Non è: copyleft, o almeno non necessariamente, perché non è necessario dotare il proprio lavoro di una speciale licenza per permettere gli usi non commerciali, basta semplicemente non chiedere il rispetto del copyright, per uno o più aspetti dello stesso.
- Non è: opera collettiva, o non soltanto. Conta poco ai fini del copyright il fatto che siano uno o più autori a voler abolire detta norma per i propri testi, la scelta del no copyright non è scelta collettiva, ma personale.
- Non è open source: perché i meccanismi che sono alla base della cooperazione informatica per la realizzazione di software sono differenti da quelli che portano alla realizzazione, anche collettiva, di un libro o di una produzione artistica.

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Gioventù che brucia

altQuesta è una cosa molto bella scritta da quei punx romanticoni dei Kalasnikhov Kollective! Si tratta semplicemente di una riflessione su cosa significa essere ribelli oggi, nel 2009, nelle metropoli di un paese a capitalismo più o meno avanzato... ha veramente molto a che fare col DIY nel senso più profondo del termine, cioè quello di non vivere seguendo un sentiero tracciato appositamente per te da qualc'un altro, riproducendo oppressione e imbecillità ben camuffate da tante spillette colorate.

AI RIBELLI SENZA UNA CAUSA

Di pochi giorni fa l'ennesimo caso di un gruppo “punk” bandito da un centro sociale milanese per ambiguità politica (nello specifico per presunte posizione sessiste/machiste/omofobiche). Nell'ultimo anno, nella nostra città, casi analoghi si sono susseguiti con una frequenza sorprendente: per una provocazione di troppo, per un'immagine sospetta, per testi ambigui. La polemica si é consumata sempre allo stesso modo, con le band che lanciano accuse di arretratezza ideologica, di aver frainteso l'ironia del messaggio, di non aver approfondito abbastanza la conoscenza del gruppo...

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Dottrina Sarkozy anche in Inghilterra? Dan Bull protesta con una lettera rap

Dopo avergliele "suonate" a Lily Allen, il rapper inglese Dan Bull non le manda a dire neanche al segratario di stato Mandelson che in queste settimane sta preparando un disegno di legge contro il p2p sul nefasto modello francese. Qui l'articolo di Punto Informatico con il video della sua lettera/canzone di protesta.
Mentre dalle nostre parti, all'indirizzo del Comitato Anti-pirateria, sembra regnare la quiete... prima della tempesta?


Lili Allen si schiera contro il P2P ed è costretta a chiudere il blog per proteste!

La giovane inglese che fa parlare di sè più per il gossip che per la sua musica (e forse è anche meglio così...) stavolta l'ha sparata davvero grossa scagliandosi contro il Peer 2 peer e il libero scambio di musica... travolta da un fiume di critiche si autocensura il blog e se ne torna a casa con la coda tra le gambe ("Sono orgogliosa di essere stata coinvolta in questo dibattito, ma ora passo il testimone ad altri artisti").

L'ennesima mossa di marketing per stare al centro dell'attenzione e vendere qualche disco in più? Può essere ma c'è da considerare anche un altro elemento: in queste settimane è al vaglio del parlamento inglese una legge contro la c.d. pirateria ispirata all'ormai famigerata Dottrina Sarkozy.
Una crociata, quella contro il diritto degli utenti a condividere la propria musica preferita, che le major d'oltremanica combattono già da diversi e che sembra "finalmente" arrivare ad un risultato concreto. Ah dimenticavamo, la più potente e determinata delle suddette major è la EMI che, tra gli altri, produce anche la signorina Allen...

Dal Corriere della sera

Download, Lily Allen si tira indietro

Scritto da: Federico Cella alle 15:41
"Gli insulti stavano diventando eccessivi, ho chiuso il blog". Così Lily Allen ha detto basta alla sua campagna personale contro il download illegale della musica. E lo fa ovviamente dal suo account di Twitter, perché la cantante inglese 24enne di fatto è nata proprio su Internet, facendosi conoscere al pubblico grazie alla sua pagina di MySpace. Ma il popolo della Rete l'ha tradita - non a caso - nella sua crociata contro i pirati della musica.

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Londra segue Parigi. In arrivo disconnessioni per chi scarica liberamente.

In attesa di sapere che cosa salterà in mente di fare al Comitato Antipirateria, arrivano pessime news dal Regno Unito: a quanto pare si sono messi a scopiazzare Sarkozy e i suoi deliri sulle disconnessioni forzate! Alla faccia del governo laburista...

DOWNLOADING
Giro di vite di Downing Street
"Niente internet per i pirati"
Il governo britannico adotterà misure assai rigorose per arginare il fenomeno del "file sharing" con sanzioni che prevedono il taglio della connessione a banda larga per chi insiste nel reato dal nostro inviato
CRISTINA NADOTTI

LONDRA - Che la nuova legge britannica avrebbe dato un giro di vite al web si sapeva, ma il Guardian anticipa oggi una misura che, se approvata, sarà un precedente inquietante. Oggi il governo Brown presenterà il nuovo disegno di legge per arginare il downloading illegale, che conterrebbe la sanzione del "taglio della connessione a banda larga" per chi persisterà nello scaricare file.

Il governo britannico è intenzionato ad accelerare le procedure contro il file sharing, pur se la discussione nel Paese nell'ultimo periodo ha mostrato che l'opinione pubblica si oppone ai suoi piani. In realtà era stato un rapporto stilato all'interno dello stesso governo, il Digital Report, ad indicare lo scorso giugno che la severità dell'esecutivo era eccessiva e a proporre misure meno drastiche.

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Peer to peer e diritto alla cultura sotto attacco in europa!

P2P E DIRITTO ALLA CULTURA SOTTO ATTACCO IN TUTTA EUROPA!

Svezia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna... tira davvero una brutta aria in Europa sul fronte della libera circolazione dei contenuti! In queste settimane, infatti, a botte di leggi, proposte e sentenze praticamente “dettate” dalle associazioni dell'industria culturale, i parlamenti e le corti di mezzo continente stanno dando vita ad un vero e proprio salto di qualità nella repressione di chi liberamente condivide, con la comunità di internet, testi, musica, video e quant'altro.

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Quanto costa la Siae, quanto e' attuale la Siae

Ripubblichiamo un articolo di Altroconsumo apparso un mesetto fa. inutile dire che un paio di passaggi, quelli sul "mercato" e sulla necessità di diritti di proprietà intellettuale non li condividiamo... ma ci sono alcuni dati interessanti sul mercato dei contenuti digitali e sull'inutilità della SIAE che è sempre bene avere in mente.... Sono 743 i milioni di euro incassati nel 2007 dalla Siae, Società italiana autori ed editori. Di questi, 109 milioni sono stati trattenuti dall'ente come compenso per le sue attività. Che non si esauriscono con la tutela del diritto d'autore in Italia, funzione che l'ente esercita in pratica in monopolio nel nostro Paese. Sono cifre che emergono dall'ultima inchiesta di Altroconsumo, presentata oggi a Roma al dibattito su Internet, diritto d'autore e libertà di informazione in Rete.  (Continua)


LA DOTTRINA SARKOZY BLOCCATA IN FRANCIA

un piccolo segnale positivo dal paese con il governo più repressivo d'Europa nei confronti del p2p... a quanto pare servirà a poco e la c.d. "Dottrina Sarkozy" con le sue disconnessioni forzate verrà approvata ugualmente in una prossima lettura dell'Assemblea... chissà che però sulla scia degli episodi recenti qualche gruppo di internauti transalpini belli incazzati non vanno a fare una visitina ai dirigenti delle major del disco, delle case cinematografiche o di FNAC!

da Repubblica.it

Il popolo del P2P batte Sarkozy. Stop a legge su download pirata
A sorpresa il Parlamento silura il testo che prevede il taglio della connessione internet per chi scarica illegalmente

PARIGI - Il popolo del P2P e del BitTorrent batte Sarkozy. Il controverso testo di legge sulla protezione del diritto d'autore su internet, fortemente voluto dal presidente francese, che prevedeva, fra l'altro, la sospensione dell'accesso al web per chi scarica illegalmente musica e film, è stato silurato dal Parlamento francese, grazie ad un gruppo di deputati socialisti arrivati all'ultimo momento solo per votare.

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Le leggi in tema di libertà digitali e diritto d'autore: una panoramica

Che dal punto di vista della repressione e del controllo sul web siamo nella merda, questa è una percezione diffusa... ma vedersi elencate tutte le leggi in corso di approvazione e quelle già operanti fa sempre un certo effetto! Ecco un resoconto chiaro e puntuale pubblicato su Apogeonline di tutto quello che si sta muovendo da un pò di tempo a questa parte in italia...non sarebbe il caso di darsi una mossa?


A proposito di quanto detto nel post precendente... ecco cosa si intende per "battaglia interna al grande capitale"!

...e prima di procedere alla lettura dell'articolo copiaincollato da repubblica.it beccatevi un paio di gustose citazioni da "Luci e ombre di google" del collettivo Ippolita:

A prescindere dalle alleanze che verranno strette, la convergenza tecnologica che si sta realizzando ci sembra una direzione nuova nella visione di google come unico punto di accesso, di gestione e di mediazione dei dati digitali. Si delinea insomma la distopia di google come aspirante Grande fratello, pericolosa ed affascinante come ogni scontro epocale: il web è il nuovo territorio di competizione selvaggia verso l'affermazione di un nuovo standard di comunicazione. Uno standard paradossalmente "personalizzato" con servizi e proposte differenziate sulla base dei gusti degli utenti: ormai da alcuni anni la parola d'ordine è: personalizzazione di massa". Un ossimoro, certo, che rivela però l'importanza della posta in gioc, un vero e proprio slittamento di paradigma, dal consumismo seriale dell'industria di massa al consumismo personalizzato, che viene spacciato come frutto della "libera scelta"

...ma il bello deve ancora venire:

In un contesto arretrato come quello italiano, in cui le aziende, anche nel settore dell'IT, continuano ad applicare obsolete logiche fordiste doi produzione di massa, senza valorizzare minimamente le potenzialità degli individui, potrebbe apparire sprezzante l'attacco nei confronti del capitalismo dell'abbondanza alla google.  (Continua)


UNA NUOVA LEGGE CONTRO LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CONTENUTI... A CHI CONVIENE?

Tra circa un mese, così come annunciato orgogliosamente dal Comitato Anti-Pirateria del governo Berlusconi, sarà pronta una proposta di legge contro il p2p e la libera circolazione dei contenuti su internet. Già da ora però non è difficile immaginare chi ne farà le spese: la stragrande maggioranza degli utenti del web, e tutti quelli che utilizzano la rete per accedere liberamente a quei contenuti che il mercato editoriale, discografico e cinematografico ha trasformato in privilegi, a disposizione solo di chi può ancora spendere nei megastore della grande distribuzione.

Questa nuova offensiva nei confronti dell'accesso alle conoscenze è innanzitutto l'ennesima puntata di una battaglia interna al grande capitale, tra soggetti economici in competizione tra loro. Soggetti che, già da qualche anno, utilizzano gli autori, gli artisti, gli appassionati e i semplici utenti come carne da macello per alimentare, di volta in volta, l'uno o l'altro modello di business.

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Il fascismo si combatte anche con l'arte e la cultura!

Mentre le aggressioni razziste e gli attacchi squadristi contro militanti di sinistra e chiunque sia additato come "diverso" (che sia omosessuale o che abbia i rasta, poco importa) sono ormai all'ordine del giorno [http://isole.ecn.org/antifa/] c'è chi pensa che farsi ospitare dagli autori di queste barbarie per fare con loro una bella chiacchierata sulla letteratura sia un bell' "esercizio di libertà", riattivando un ragionamento su cosa vuol dire "essere liberi" degno dell'ultimo dei deputati berlusconiani.

Che poi il protagonista di questa squallida vicenda sia l'editore di Stampa Alternativa, questo ci fa solo capire come, con i tempi che corrono, non bisogna dare mai nulla per scontato e tenere sempre ben alta la guardia nei confronti di chi, con la scusa di volersi sentire "libero da ideologie" e da "partiti e schieramenti" non fa altro che legittimare e supportare le ideologie e gli schieramenti politici dei neo(?)-fascisti.

Per fortuna c'è chi, in tal contesto, si è mobilitato ed ha raccolto un pò di adesioni per contrastare questa scelta [http://stampalternativa.noblogs.org/] fatta da un soggetto che, a dire il vero, aveva perso ogni credibilità già un pò di tempo fa... il collettivo Get up Kids!, da parte sua, non può che supportare l'iniziativa!

Continueremo a batterci contro ogni tentativo fascista di utilizzare la "copertura" della cultura e quella dell'arte per far passare "innocentemente" nella società le loro idee razziste, sessiste, omofobe e corporativiste.

"La lotta continua, va avanti, si evolve e dopo tanti anni di infamie e di vergogne sarete ricacciati per sempre nelle fogne"

Rigurgito antifascista, 99 posse


Ma quale vittoria del p2p?

Pochi giorni fa, su Repubblica, è stato pubblicato un articolo riguardo alla "svolta" delle major in favore del file sharing musicale, dopo anni ed anni di battaglie ed intimidazioni nei confronti di chi ha condiviso musica sulle reti p2p.
Chissà, forse semplicemente (come lascia intendere l'articolo) lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie hanno convinto anche gli impresari, i dirigenti e i manager più ottusi dell'impossibilità di arginare la circolazione della musica. Uhm...possibile che sia tutto qui? Ci staremo quindi davvero avviando verso il LIBERO accesso ai contenuti?
O forse, invece, non è che dovremmo prendere seriamente in esame alcune considerazioni di C.Formenti in "Cybersoviet. Utopie post-democratiche e nuovi media"?:

"La convinzione che nessuna legge può disciplinare i comportamenti del popolo della rete presuppone l'idea secondo cui una legge sarebbe efficace solo nel caso in cui ottenga l'obbedienza generalizzata e assoluta dei soggetti a cui si applica. Ma le cose non stanno affatto così: il vero obiettivo di ogni legge, come notano giustamente Goldsmith e Wu, è alzare i rischi associati ad una determinata attività per limitarne la diffusione a livelli accettabili: il che significa che il persistere di percentuali statisticamente irrilevanti di certi comportamenti illegali può essere pienamente compatibile con la finalità della legge che li sanziona.  (Continua)


Obama muove i primi passi nella politica del web. A braccetto con l'industria culturale.

che per caso c'era qualcuno che aveva abboccato alle promesse elettorali di Obama (per altro, quanto mai ambigue e fumose) in materia di accesso alle nuove tecnologie e libertà del web? che c'è ancora qualcuno che crede che i democratici americani siano un'alternativa politica ai repubblicani? comunque la si pensi questi sono i primi fatti concreti della nuova amministrazione che di "nuovo" non sembra dimostrare proprio nulla:

Obama nomina due mastini delle major

di Alfonso Maruccia
giovedì 08 gennaio 2009

Roma - Nei suoi discorsi Creative Commons alla nazione americana e a tutti i netizen, Barack Obama ha sin qui parlato di cambiamento, bene comune e necessità di riequilibrare gli interessi tra i cittadini e le grandi lobby. La speranza di una profonda riforma deve ora fare i conti con la realtà delle nomine istituzionali, che nel caso del Dipartimento di Giustizia vedono salire ai più alti livelli del potere federale due personaggi ritenuti controversi da molti cittadini della rete.

Obama vuole come deputy attorney general (in pratica il vice-guardasigilli) e associate attorney general del DOJ, rispettivamente la seconda e terza carica del Dipartimento, David Ogden e Tom Perrelli. Sono nomi che da soli non dicono forse granché, ma a scavare nella loro carriera professionale si scopre che i due provengono da quell'ambiente legale che negli States ha deciso di sposare le ragioni dell'industria multimediale, e di RIAA in particolare.

 (Continua)


diffida di creative commons...

La notizia, di qualche giorno fa, e che c'eravamo dimenticati di postare, si commenta da sé. quando troveremo un po' di tempo vi mostreremo i risultati di una piccola ricerchina: l'amico Joi Ito ha partecipazioni in svariate imprese, elabora software per la marina militare americana e non se la passa poi tanto male... franchement, il faut se méfier!

Creative commons e Siae
Copyright al tempo del web

A Milano il dibattito tra Joi Ito, numero uno del movimento per la riforma del diritto d'autore ("Così com'è garantisce solo le grandi realtà"), e Giorgio Assumma, presidente Siae ("Attenti, internet non è gratis")
di RICCARDO BAGNATO

MILANO - Immaginatevi un dialogo fra lo scrittore filosofo Luciano De Crescenzo e Jerry Yang, il fondatore di Yahoo! Improbabile dite? Sarà. Eppure quello andato in scena stamane a Milano fra Joi Ito, numero uno del movimento Creative Commons per la riforma del diritto d'autore, e Giorgio Assumma, presidente Siae, Società italiana autori e editori, ci assomigliava non poco. Due universi paralleli a confronto, sempre sull'orlo di incontrarsi e andare d'accordo, per poi allontanarsi improvvisante marcando di volta in volte le differenze che li separano.  (Continua)


martedì 4: libreremo all'orientale occupata


disoccupata 1 majors 0

da Repubblica di qualche giorno fa:

Tutto da rifare per le case discografiche: Jammie Thomas, era stata sanzionata di 222mila dollari per violazione copyright
P2p, disoccupata batte le major
Un giudice del Minnesota dà ragione alla donna "Bisogna dimostrare che lo scambio sia avvenuto"

di ALESSANDRO LONGO

I discografici americani hanno perso la causa più importante per la lotta al peer to peer e adesso per loro è tutto da rifare: Jammie Thomas, 30enne disoccupata che era stata condannata a pagare 222 mila dollari per violazione del copyright, non dovrà più farlo. L'ha deciso Michael Davis, giudice distrettuale del Minnesota, dov'è stato dibattuto il caso.

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: "Rendere disponibile" ("making available") un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l'intenzione di reato non è perseguibile).

Tutto quanto significa che ora Riaa (l'Associazione discografici americani, che aveva denunciato la donna) avrà l'onere della prova: dovrà dimostrare che lo scambio di un file protetto da copyright è in effetti avvenuto. Non basta provare che l'utente l'ha condiviso su reti peer to peer.

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antifascisti sempre: serata di autofinanziamento!


Brevettare è un crimine contro l'innovazione

riprendiamo ancora una volta un'articolo dell'ormai irrefrenabile (e per fortuna!) gaia bottà, uscito sul solito Punto Informatico di venerdì 26 settembre 2008... a voi le conclusioni, abbastanza evidenti...

Brevettare è un crimine contro l'innovazione.
A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione.
Dicono la loro anche i revisori dell'EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

Roma - I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent, una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l'innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l'Unione Europea ha sancito la brevettabilità di "prodotti specifici" e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

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nuove strategie delle case discografiche

pubblichiamo qui un articolo uscite su Repubblica di un paio di giorni fa.
peraltro si vede che è di Repubblica, perché noi avremmo detto le cose in un altro modo... come infatti il caso-metallica recentemente dimostra, perfino i più contrari alle nuove tecnologie stanno comprendendo che sulla rete si sono aperti nuovi spazi di profitto. imperativo dunque è farla finita con lo scambio gratuito. reprimendo chi diffonde gratuitamente mp3, creando canali di download a pagamento, sfruttando al massimo le nuove reti sociali, riempendole di pubblicità, reperendo dati degli utenti per cecrare di tarare sempre meglio l'offerta...
a chi, anche in ambiti non sospetti, non trova poi troppo malvagi questi sistemi, noi possiamo solo dire: è davvero questo che vogliamo? le potenzialità di scambio e comunicazione non sono forse avvilite e in fondo profondamente impedite con questi sistemi? il canale che ti mette in dialogo non altera e struttura diversamente i contenuti che vuoi portare? be', segue articolo...

A fine settembre online il nuovo sito voluto da Murdoch e dalle major tutta la musica sarà disponibile da ascoltare gratis grazie alla pubblicità

Su MySpace migliaia di canzoni
Il juke-box più grande del mondo

di ERNESTO ASSANTE

ROMA - Ascoltare la musica che vogliamo, quando vogliamo, gratuitamente. Avere a disposizione il jukebox più grande del mondo, con diversi milioni di canzoni tra le quali scegliere. Un sogno che sta per diventare realtà. Tra qualche settimana vedrà la luce MySpace Music, una joint venture che vede insieme la News Corp. di Rupert Murdoch e tre delle quattro grandi major musicali, la Warner, la SonyBmg e la Universal, che ha l'obbiettivo di diventare il principale sito musicale del mondo, un incredibile "jukebox stellare" nel quale entrare via Internet per poter ascoltare musica a richiesta (in "streaming") e creare playlist senza dover pagare, come quando ascoltiamo la radio. Ma anche per scaricare musica, sia gratuitamente con il supporto di sponsor, sia a pagamento con una partnership con Amazon.

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